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FRANCESCO CONTI

Sopravvivono alle spiagge

Il Mediterraneo è stato a lungo costruito attraverso le immagini, luogo di luce, tempo sospeso e coste meravigliose e, percorrendo la costa adriatica pugliese, da Brindisi a Santa Maria di Leuca, ancora oggi questo immaginario visivo modella il paesaggio e il modo in cui esso viene consumato. Eppure, al di là di queste rappresentazioni familiari, la costa si trasforma di continuo, si muove, perché l’erosione, la pressione turistica e l’instabilità ambientale ne modificano costantemente il profilo.

Sopravvivono alle spiagge è una ricerca fotografica a lungo termine che indaga il rapporto tra paesaggio, memoria e rappresentazione contemporanea. L’erosione costiera, intesa non come questione esclusivamente ambientale, è il punto di partenza per riflettere sul Mediterraneo come immagine culturale e politica, in cui turismo, sviluppo privato e immaginario collettivo si intrecciano indissolubilmente.

Realizzato attraverso una fotografia analogica in medio e grande formato, il lavoro costruisce un archivio in continua evoluzione che combina fotografie contemporanee con immagini storiche, cartoline viaggiate e materiali vernacolari, per documentare sia la trasformazione fisica del paesaggio sia la sua persistenza come immagine mentale nelle memorie private, cioè il modo in cui una costa continua a essere ricordata anche quando cambia.

Le fotografie documentano e contemporaneamente si fanno architettura narrativa, mostrando come falesie che crollano, spiagge che arretrano e architetture temporanee convivono in paesaggi fragili, nei quali il futuro è già visibile nel presente, mentre il territorio viene continuamente riscritto.

 

Francesco Conti (Lecce, 1983) è un fotografo italiano che vive e lavora tra Lecce e Roma. Dopo la laurea in filosofia, ha studiato fotografia presso l’Istituto Europeo di Design di Roma. Accanto alla sua attività professionale nella fotografia di architettura e di interni, da oltre vent’anni sviluppa una ricerca sul paesaggio pugliese e sul Mediterraneo contemporaneo, indagandone le trasformazioni culturali, ambientali e sociali attraverso la fotografia analogica di medio e grande formato.

The Mediterranean has long been constructed through imagery—a place of light, suspended time, and magnificent coastlines. Traveling along the Adriatic coast of Puglia, from Brindisi to Santa Maria di Leuca, one sees how this visual imagery still shapes the landscape and the way it is experienced today. Yet, beyond these familiar representations, the coast is in constant flux and motion; erosion, tourism pressure, and environmental instability are continually altering its profile.

“Sopravvivono alle spiagge” (Surviving the Beaches) is a long-term photographic project exploring the relationship between landscape, memory, and contemporary representation. Coastal erosion—viewed not merely as an environmental issue—serves as a starting point for reflecting on the Mediterranean as a cultural and political image, where tourism, private development, and the collective imagination are inextricably intertwined.

Shot using medium-and large-format analog photography, the project builds an evolving archive that combines contemporary photographs with historical images, used postcards, and vernacular materials. It documents both the physical transformation of the landscape and its persistence as a mental image within private memories—capturing how a coastline remains in our minds even as it changes.

The photographs both document the landscape and construct a narrative architecture, revealing how collapsing cliffs, receding beaches, and temporary structures coexist in fragile landscapes—places where the future is already visible in the present, and where the territory is constantly being rewritten.

 

Francesco Conti (Lecce, 1983) is an Italian photographer who lives and works between Lecce and Rome. After graduating in philosophy, he studied photography at the European Institute of Design in Rome. Alongside his professional work in architectural and interior photography, for over twenty years he has been researching the Apulian landscape and the contemporary Mediterranean, exploring its cultural, environmental, and social transformations through medium- and large-format analog photography.

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