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MARIO

CRESCI

RITRATTI REALI, TRICARICO, 1967-72

“La fotografia come prodotto della cultura materiale è al centro dei Ritratti reali, realizzati a Tricarico tra il 1967 e il 1972, una trentina di trittici nei quali gruppi familiari posano all’interno degli spazi domestici tenendo in mano le vecchie fotografie di loro stessi o dei loro antenati”, scrive Nicoletta Leonardi “Mario Cresci. La fotografia del no” (GAMeC Books Edizioni 2017).

 

Secondo uno schema narrativo caratterizzato da un restringimento del campo visivo e semantico (da un’immagine delle persone all’interno dei loro ambienti ad una delle loro mani), “Cresci mette in risalto il ruolo delle fotografie come immagini/oggetti dotati di una biografia sociale che si dipana nel tempo, capaci, attraverso la loro interazione con uomini e donne, di riattivare i meccanismi identitari della storia e della memoria”.

 

In mostra a PhEST sono esposti 10 trittici dalla serie Ritratti reali.

 

Ritratti reali, Tricarico 1967-72

fotografia analogica, stampa digitale

© Mario Cresci, courtesy: archivio dell’autore

 

Prestatore: M9 District srl, Venezia

Le opere esposte sono parte del progetto di mostra “L’Italia dei fotografi. 24 Storie d’autore” a cura di Denis Curti tenutasi presso M9-Museo del 900 di Venezia dal 22 Dicembre 2018 al 16 Giugno 2019


Mario Cresci nasce a Chiavari nel 1942. Fin dagli anni Settanta è autore di opere eclettiche caratterizzate da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, il video, l’installazione, il site specific. È tra primi autori in Italia ad applicare la cultura del progetto coniugandola a una sperimentazione sui linguaggi visivi. Svolge attività di docenza e workshop per l’Università ISIA di Urbino e la Scuola di Alta Formazione FMAV di Modena. Vive e lavora a Bergamo. 

“Photography as a product of material culture is at the heart of the artist’s Ritratti reali, produced in Tricarico in 1972 and comprising around thirty triptychs, in which family groups pose in domestic settings, holding old photographs of themselves and their ancestors”, writes Nicoletta Leonardi in “Mario Cresci. La fotografia del no” (GAMeC Books Edizioni 2017). 

 

According to a narrative scheme characterized by a narrowing of the visual and semantic field (from an image of people inside their environments to one of their hands), “Cresci uses this method to highlight the role of photographs as images/objects endowed with a social biography that unravels over time, capable, through their interaction with men and women, of reactivating the identity-making mechanisms of history and memory”.

 

On display at PhEST 2021, 10 triptychs from the series “Real portraits”

 

Real portraits, Tricarico 1967-72

analogic photography, digital print

© Mario Cresci, courtesy: author’s archive

 

Loaner: M9 District srl, Venezia

The exhibited images are part of the exhibition project “L’Italia dei fotografi. 24 Storie d’autore” curated by Denis Curti at the M9-Museo del 900 in Venezia from December 22, 2018 to June 16, 2019.



Mario Cresci was born in Chiavari in 1942.

Since the sixties he has created a complex selection of works characterised by a freedom of research ranging from drawing, photography, video, installation and site specific interventions. He is one of the first artists of his generation to apply the culture of the project by combining it with experimentation on visual languages. He teaches at the ISIA University in Urbino and at Foundation FMAV in Modena. He lives and works in Bergamo.