06/03

Settembre

Novembre

Roei

Greenberg

Along the Break

La Grande Valle del Rift è una fossa geografica, prodotta 35 milioni di anni fa dal movimento delle placche tettoniche, che forma i confini fisici di Israele. La Statale 90, la strada più lunga in Israele, segue il percorso della sua frattura da nord a sud. Roei Greenberg fotografa questo percorso, utilizzandolo come piattaforma per il suo viaggio concettuale, metafora dei suoi sentimenti nei confronti del paesaggio nativo. Anche se non sono visibili in nessuna delle immagini, i protagonisti sono gli esseri umani, i cui valori ideologici, religiosi e politici hanno cambiato fortemente il paesaggio in conflitto. 

The Great Rift Valley is a continuous geographic trench caused 35 million years ago by the movement of tectonic plates, which shapes the physical borders of Israel. Route 90, the longest single road in Israel, follows the valley floor of the ‘break’ from north to south. Rei Greenberg photographs this line, as a platform for his conceptual journey, using the break as a metaphor to his sentiment towards his native landscape. Although not visible in any of the images, the main protagonists are the humans whose ideology, religion, and political values have had a transformative impact on the conflicted landscape.

Roei Greenberg è nato nel Kibbutz Yiftach, in Israele, e vive a Londra. Usando una macchina fotografica di grande formato a pellicola, Roei trasforma relitti in monumenti, invitando a una lettura forense del luogo e creando una prospettiva fotografica stratificata.

Per molti anni, il suo lavoro si è occupato della narrativa e dello spazio israeliani viaggiando ripetutamente lungo i suoi confini, e affrontando l’insieme complesso di emozioni nei confronti della propria patria’.

Roei Greenberg was born in Kibbutz Yiftach (Israel) in 1985.and currently lives in London. Using a large-format camera and film, he transforms relics into monuments, inviting a forensic reading and creating a multi-layered photographic perspective. For many years, his work has dealt with the Israeli space and narrative by taking repetitive journeys along its borders, and confronting his complex emotions toward his ‘homeland’.

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